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“Rashomon e altri racconti” di Ryunosuke Akutagawa

31 gennaio 2022

Anche il lettore più appassionato può perdere la concentrazione quando legge, e non dovrebbe risultare difficile rispondere al perché questo succede. Sappiamo tutti che ci sono giorni in cui la nostra attenzione è al minimo pensabile, e purtroppo a noi studenti capita più spesso di quanto non vorremmo.

Lo scambio e l’acquisizione di informazioni hanno inevitabilmente subito un cambiamento con l’avvento del ventunesimo secolo; pian piano ci stiamo abituando a non impiegare più di 60 secondi di tempo nel leggere o guardare qualcosa. Questa mancanza di concentrazione può spingere molto spesso a lasciare per mesi un libro non finito sulla mensola. E i primi ad essere abbandonati a loro stessi sono i “mattoni” dalle trame complicatissime, per questo oggi voglio invitarvi alla lettura di un libro leggero e adatto anche a chi non legge moltissimo. 

“Rashomon e altri racconti”, già da come prefigura il titolo; è un insieme di racconti che trattano temi diversi e ogni storia ha uno stile particolare, tutte con una nota satirica. A spingere ancora di più a leggere questo libro è lo scrittore stesso, vissuto in un'epoca piena di cambiamenti caratterizzata anche da vari disagi; a livello personale non ha avuto una vita semplice tanto dal spingerlo a morire suicida a 35 anni. Per quanto le sue storie siano simili a delle “favole”, Akutagawa, lo scrittore deli libro, ha preso ispirazione dalla sua vita per descrivere le parti più drammatiche e cupe dei suoi racconti.

Un elemento chiave di alcuni dei suoi testi è la follia. Nel racconto “La rappresentazione dell’inferno” troviamo un pittore, che in preda alla follia tratta male tutti i suoi allievi pur di creare un’opera d’arte magnifica che potesse rappresentare l’inferno alla perfezione (come ci suggerisce il titolo); ovviamente questo suo comportamento avrà delle conseguenze e le ripercussioni saranno anche piuttosto drammatiche, come quasi ogni racconto di Akutagawa.

Una storia non molto cruenta ma con qualche tratto malinconico è La principessa di Roku Nomiya, dove l’autore parla dell’abbandono di se stessi e della cattiveria della realtà che ci circonda. Una piccola curiosità per gli appassionati di cinema, nel 1950 il regista Akira Kurosawa ha prodotto un film ispirato proprio ai primi due racconti di questo libro, Rashomon e Nel bosco.

Per il momento ho citato solo argomenti cupi e di una certa tristezza, ma non c’è da preoccuparsi perché Akutagawa, nonostante il suo pessimismo, ha parlato in alcuni dei suoi racconti di sogni, illusioni, desideri e di come sia importante averli per vivere una vita felice e andare avanti. 

Un altro racconto interessante contenuto in questo libro è Il filo di ragnatela, che a differenza di altri racconti un po’ più macabri impartisce una lezione anche ai bambini, che dovrebbero comportarsi bene ed essere gentili. In conclusione, questo libro a modo suo è un rollercoaster di emozioni che ci mostra una visione diversa della nostra vita.

Detto questo, buona lettura!

Capponi Giulia

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